Trovare il punto G. Verità e leggende sulla zona erogena più discussa del sesso femminile


Punto G, il segreto del piacere femminile

Trovare il punto G. Verità e leggende sulla zona erogena più discussa del sesso femminile

Il punto G, la zona erogena più sconosciuta, il piacere più grande - Plugin flash mancante

Punto G. Tutti lo cercano, ma sono pochi a poter affermare di conoscere l’esatta ubicazione del punto più erogeno della donna. Per chi non lo sapesse, il nome deriva dal ginecologo tedesco Ernst Gräfenberg, il medico che per primo ipotizzo l’esistenza di un area interna alla vagina maggiormente ricca di terminazioni nervose, e quindi più sensibile alla stimolazione sessuale. Il punto G secondo Gräfenberg, è situato nello spazio tra la base della vescica e la zona anteriore della vagina, ad una distanza di 6-8 centimetri dopo l’ingresso vaginale.

Prima che il famoso ginecologo occidentale ne parlasse, nella cultura orientale si conosceva un area della vagina (a parte il clitoride) con una sensibilità maggiore. Se ne parlava anche in testi di natura filosofica e religiosa, poiché la sessualità era parte integrante anche della religione, al contrario di quel che succede qui in occidente. Questa zona veniva chiamata “punto del piacere” o “punto del sole”. Qui in Europa, seppure Gräfenberg fu il primo ad ufficializzarne l’esistenza sui suoi scritti, attorno il 1650, un medico olandese, un certo Reigner de Graaf accennò a questa zona della vagina con particolarità erogena fuori dal comune. Nonostante le molte testimonianze femminili, riguardo il piacere “particolare ed intenso” generato stimolando il punto G, la maggior parte dei ginecologi, ancora oggi nega in via ufficiale l’esistenza di tale zona.

Le ricerche in questo settore hanno suscitato molti dubbi e a tutt’oggi pare non vi sia un evidenza scientifica dietro questo mito. I test condotti hanno concluso che non esiste un area di maggior innervazione e quindi maggiormente sensibile, nonostante ciò, l’esistenza del punto G ormai è consolidata ed è passata come dato di fatto. Questo è stato dettato dall’esperienza diretta del mondo femminile, che si è lanciato anima e corpo alla scoperta di questo nuovo piacere. Per trovarlo si può prendere come riferimento l’osso pubico, il punto G si troverebbe circa a questa altezza, ma internamente alla vagina e nella parte anteriore (una figura esemplificativa si ottiene cliccando sulla foto in alto). Nella zona vi sarebbe la presenza di un tessuto residuo di una ghiandola prostatica femminile (che come sappiamo è prerogativa maschile).

Anatomicamente si tratterebbe di un punto di tessuto erettile (simile al tessuto del pene, presente anche nel clitoride) che circonda l’uretra. Una struttura posta in profondità nel tessuto vaginale a circa 1 cm dalla mucosa perciò un po’ difficile da stimolare, a causa anche delle ridotte dimensioni della zona. La stimolazione continuata di questa zona, tramite rapporto normale rapporto sessuale penetrativo, con le mani o con sex toys specifici, causa l’inturgidimento di questi tessuti grazie al flusso ematico (con lo stesso principio di irrigidimento dei corpi cavernosi del pene). La sensazione durante la stimolazione può essere quella del dover fare pipì, e si possono alternare sensazioni di piacere a leggero fastidio, ma è normalissimo, non per questo le donne devono darsi pervinte e sospendento l'esplorazione di queste nuove vie del piacere. Il momento dell’orgasmo (da corretta stimolazione del punto G) si potrà accompagnare all’emissione “liberatoria” di un fiotto di liquido (che analizzata è stato verificato non essere urina). Su questo fenomeno, detto squirting o eiaculazione femminile, potete trovare altri interessanti articoli nella hotzone del nostro portale.

Chi ha raggiunto questo tipo di orgasmo afferma sia un esperienza gratificante e da provare. Il consiglio per raggiungere la stimolazione del punto G e quindi di questo orgasmo eiaculatorio è che lo stato di eccitazione femminile debba essere spinto al limite. L’utilizzo di giocattoli erotici dalla forma specifica può facilitare la stimolazione del punto G. Chiudiamo con qualche curiosità: Le ultime due ipotesi illustri sul punto G sono una della ricercatrice australiana Helen O'Connel, la quale sta cercando di dimostrare che il punto G sarebbe la parte finale della struttura interna del clitoride, il quale attraverserebbe la vagina per un tratto di ben dieci centimetri. La seconda ipotesi è del professor Emmanuele Jannini, Docente di Sessuologia Medica all'Università dell'Aquila. Jannini ha pubblicato uno studio sul The Journal of Sexual Medicine, che vuole dimostrare attraverso ecografie vaginali molto accurate, la presenza (in alcune donne non in tutte) di un ispessimento della parete esistente tra uretra e vagina che si può identificare col punto G.


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